13 settembre 1969, Padova: il corpo del portinaio Alberto Muraro viene ritrovato in fondo alla tromba dell’ascensore dello stabile in cui lavorava. Due giorni dopo sarebbe stato interrogato nell’ambito delle indagini che Pasquale Juliano, capo della squadra mobile di Padova, stava conducendo su alcuni personaggi dell’estrema destra veneta, tra i quali i futuri autori della strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969).
Ma che aveva da dire quel carabiniere in pensione? Solo tre mesi prima, proprio nello stabile di piazza Insurrezione, la polizia aveva effettuato degli arresti. Presunti terroristi con armi ed esplosivo. L’operazione era coordinata dal commissario Pasquale Juliano, il capo della squadra mobile che, agli albori della strategia della tensione, era stato proiettato in un’inchiesta che nulla aveva a che fare con la criminalità comune, di cui si occupava.
Nel corso delle settimane aveva capito che a Padova succedeva qualcosa di strano. La città stava diventando un centro nevralgico dell’eversione nera di Ordine nuovo. Ma Juliano commise una grave “imprudenza” che avrebbe pagato: aveva messo dietro le sbarre proprio il nucleo ordinovista che preparava l’attentato di Piazza Fontana, quello che avvenne il 12 dicembre 1969 a Milano, nella Banca nazionale dell’agricoltura.
In carcere accadde un altro fatto strano: i neofascisti che prima si accusavano a vicenda trascorsero una notte nella stessa cella e poi cominciarono a puntare il dito contro Juliano, accusandolo di aver falsificato le prove a carico degli arrestati. L’unico che poteva testimoniare a favore del poliziotto era Alberto Muraro, che aveva assistito agli arresti avvenuti peraltro nell’edificio in cui abitava uno dei leader di quell’organizzazione, Massimiliano Fachini. Il suo appartamento era proprio al terzo piano. Ma la storia prese un’altra piega: gli arrestati vennero liberati, Juliano incriminato e trasferito e Muraro morto, probabilmente ucciso. E anni dopo riconosciuto come vittima preventiva della strage di Piazza Fontana.
Fonte
AntonellaBeccaria.org
Approfondimenti
Il contesto
Il Mattino di Padova
Il Veneto e Piazza Fontana – Il Mattino di Padova
Fanpage
Piazza Fontana, storia della strage che cambiò l’Italia
Avvenire
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/il-poliziotto-che

Pasquale Juliano, da Secrets and Bombs
English version
September 13, 1969, Padua: the body of the doorman Alberto Muraro is found at the bottom of the elevator shaft of the building where he worked. Two days later he would be interrogated as part of the investigations that Pasquale Juliano, head of the Padua flying squad, was conducting on some figures of the Venetian far right, including the future perpetrators of the Piazza Fontana massacre (12 December 1969).
But what did that retired policeman have to say? Only three months earlier, right in the building in Piazza Insurrezione, the police had made arrests. Suspected terrorists with weapons and explosives. The operation was coordinated by Commissioner Pasquale Juliano, the head of the flying squad who, at the dawn of the strategy of tension, had been involved in an investigation that had nothing to do with the common crime he was dealing with.
Over the weeks he had understood that something strange was happening in Padua. The city was becoming a nerve center of the black subversion of Ordine Nuovo. But Juliano committed a serious “imprudence” for which he would pay: he had put behind bars the very Ordinovist nucleus that prepared the attack in Piazza Fontana, the one that occurred on 12 December 1969 in Milan, in the National Agricultural Bank.
Another strange thing happened in prison: the neo-fascists who had previously accused each other spent a night in the same cell and then began to point the finger at Juliano, accusing him of having falsified the evidence against those arrested. The only one who could testify in favor of the policeman was Alberto Muraro, who had witnessed the arrests which also took place in the building where one of the leaders of that organization, Massimiliano Fachini, lived. His apartment was right on the third floor. But the story took another turn: those arrested were freed, Juliano indicted and transferred and Muraro dead, probably killed. And years later recognized as a preventative victim of the Piazza Fontana massacre.