22 Luglio 1970: La Rivolta di Reggio Calabria. Strage di Gioia Tauro. Viene fatta deragliare la Freccia del Sud. 6 vittime

Gioia Tauro (RC)

Rita Cacicia, 37 anni, insegnante
Rosa Fassari, 67 anni, casalinga
Andrea Gangemi, 60 anni, funzionario di banca
Nicoletta Mazzocchio, 69 anni, casalinga
Letizia Concetta Palumbo, 48 anni, sarta
Maria Adriana Vassallo, 22 anni, insegnante

Sono i giorni della contestazione e della violenza politica. Reggio Calabria rivendica il diritto di essere capoluogo di regione, con ogni mezzo, a ogni costo.

“Specie nei quartieri popolari – raccontava ad Oriana Fallaci un latitante Ciccio Franco – v’erano tanti ragazzi che ritenevano che Reggio potesse essere difesa dai partiti della sinistra o di centro-sinistra. E, dopo la posizione assunta dai partiti di sinistra e di centro-sinistra contro Reggio, questi ragazzi hanno ritenuto di dover rivedere la loro posizione anche politicamente. Molti, oggi, fanno i fascisti semplicemente perché ritengono che la battaglia di Reggio sia interpretata in modo fedele solo dai fascisti”.

Per mesi la città sarà barricata, a tratti paralizzata dagli scioperi e devastata dagli scontri con la polizia e dagli attentati dinamitardi. La calma verrà ristabilita solo dopo 10 mesi di assedio con l’inquietante immagine dei carri armati sul lungomare della città.

Ciccio Franco – principale ispiratore della rivolta – sarà eletto nelle fila del MSI al Senato nel 1972. Nello stesso anno, in ottobre, i sindacati metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil (insieme ai sindacati degli edili ed alla Federbraccianti Cgil) organizzeranno una grande manifestazione di solidarietà a fianco dei lavoratori calabresi.

Verso le 17 del 22 luglio 1970, all’inizio della rivolta del Boia chi molla e meno di un anno dopo la strage di Piazza Fontana, nei pressi della stazione di Gioia Tauro, deraglia il treno Freccia del Sud diretto da Palermo a Torino provocando la morte di sei persone (Rita Cacicia, Rosa Fassari, Andrea Gangemi, Nicoletta Mazzocchio, Letizia Concetta Palumbo e Adriana Maria Vassallo) e il ferimento di altre 70 circa.

Nella prima fase delle indagini, si ritenne che il fatto fosse stato dovuto al cedimento strutturale di un carrello del treno (il questore Emilio Santillo – accorso sul luogo – identificherà le cause del deragliamento con “lo sbullonamento del carrello n° 2 del corpo della nona vettura”); più tardi, alla negligenza del personale che era alla sua guida. Solo molti anni dopo sentenze definitive accerteranno che si era invece trattato di un attentato dinamitardo.

“Un mistero dimenticato – lo definirà Carlo Lucarelli – Talmente oscuro, talmente misterioso, che per tanto tempo nessuno ne ha saputo niente, dissolto quasi, coperto dalle nebbie nere di tanti altri grandi Misteri d’Italia”.

L’ipotesi dell’attentato viene avanzata e sostenuta dalla maggior parte della stampa nazionale (il giornalista Mario Righetti del Corriere della sera sostiene questa tesi dopo soli tre giorni, presto supportato anche da altre testate; su l’Avanti addirittura si arrivò a citare il presunto rinvenimento di altro esplosivo, il 7 agosto), ma ci vorranno ancora tanti anni e tanti morti per arrivare ad una verità colpevolmente parziale, non completa, ancora da definire

Fonte

Colletiva.it

1970: morte e terrorismo sul treno del Sole – Collettiva

Approfondimenti

Wikipedia

Strage di Gioia Tauro – Wikipedia

Rai Cultura

Gioia Tauro: una strage dimenticata | Storia | Rai Cultura

WikiMafia

Strage di Gioia Tauro – WikiMafia

Rai News

22 luglio 1970. La strage di Gioia Tauro. 6 i morti. Ancora ignoti i mandanti – video – Rai News

I Moti di Reggio – Approfondimenti

Il Riformista

I moti di Reggio del 1970, quando la Calabria ridiventò una colonia – Il Riformista

Storia della rivolta di Reggio Calabria del 1970, altro che mafia… – Il Riformista

RaiNews

Cinquanta anni fa i Moti di Reggio Calabria che infiammarono l’Italia – photogallery – Rai News

Beniculturali

Scheda di Luigi Ambrosi

La rivolta di Reggio Calabria (1970-1971)

ReggioToday

“Fu una rivolta spontanea e di popolo”: cinquanta anni fa i moti di Reggio Calabria |VIDEO

Video

La Storia siamo noi – Rai

Reggio 1970. I giorni della rabbia. Rai La Storia Siamo Noi

IL FILM

Pier Paolo Pasolini – Reggio Calabria – Film

12 DICEMBRE – REGGIO CALABRIA di P. P. Pasolini // Film (1971)

da Wikipedia

da Corriere della Sera

da Strill.it

English version

These are the days of protest and political violence. Reggio Calabria claims the right to be the regional capital, by any means, at any cost.

“Especially in the popular neighborhoods – a fugitive Ciccio Franco told Oriana Fallaci – there were many young people who believed that Reggio could be defended by the left or centre-left parties. And, after the position taken by the left and centre-left parties against Reggio, these young people felt they had to review their position politically too. Many, today, are fascists simply because they believe that the battle of Reggio is interpreted faithfully only by fascists.”

For months the city will be barricaded, at times paralyzed by strikes and devastated by clashes with the police and bomb attacks. Calm will be restored only after 10 months of siege with the disturbing image of tanks on the city’s seafront.

Ciccio Franco – the main inspirer of the revolt – was elected from the ranks of the MSI to the Senate in 1972. In the same year, in October, the metalworking unions of CGIL, CISL and UIL (together with the construction unions and the Federbraccianti CGIL) organized a large demonstration of solidarity alongside Calabrian workers.

Around 5pm on 22 July 1970, at the beginning of the Executioner’s revolt and less than a year after the Piazza Fontana massacre, near the Gioia Tauro station, the Freccia del Sud train heading from Palermo to Turin derailed, causing the death of six people (Rita Cacicia, Rosa Fassari, Andrea Gangemi, Nicoletta Mazzocchio, Letizia Concetta Palumbo and Adriana Maria Vassallo) and the wounding of approximately 70 others.

In the first phase of the investigation, it was believed that the event was due to the structural failure of a carriage of the train (the police commissioner Emilio Santillo – who rushed to the scene – identified the causes of the derailment with “the unbolting of carriage no. 2 of the body of the ninth car”); later, to the negligence of the staff who was driving him. Only many years later did definitive sentences ascertain that it had instead been a bomb attack.

“A forgotten mystery – Carlo Lucarelli will define it – So dark, so mysterious, that for a long time no one knew anything about it, almost dissolved, covered by the black mists of many other great Mysteries of Italy”.

The hypothesis of the attack is put forward and supported by most of the national press (the journalist Mario Righetti of the Corriere della Sera supports this thesis after just three days, soon supported by other newspapers; in Avanti they even went as far as quoting the alleged discovery of another explosive on 7 August), but it will still take many years and many deaths to arrive at a guiltily partial, not complete truth, yet to be defined.

















Associazione Casa della Memoria