Il secondo scoppio di violenza della rivolta di Reggio Calabria ha inizio nel settembre 1970. Questa volta si scatena una vera e propria guerriglia urbana. L’apice della violenza si raggiunge il 17 settembre. L’emittente clandestina “Radio Reggio Libera” diffonde il seguente proclama: “Reggini! Calabresi! Italiani! Questa è la prima trasmissione di radio Reggio Libera. La battaglia contro l’ipocrisia e lo strapotere della mafia politica e dei baroni rossi riguarda l’avvenire di tutti gli italiani. Essa cesserà solo alla vittoria con l’instaurazione di una vera democrazia. Viva Reggio capoluogo! Viva la nostra Calabria! Viva la nuova Italia!”. In serata seconda vittima: sul ponte Calopinace viene ucciso Angelo Campanella, 45 anni, autista dell’Azienda Municipale Autobus di Reggio.
Dovunque divampano incendi, alcuni sobborghi sono in mano ai rivoltosi. Le campane della città suonano a distesa. A tarda notte ancora non si riesce a sapere chi abbia sparato ed ucciso. C’è chi dice che siano stati i dimostranti, altri sostengono che è stata la polizia.
All’ultima ora pare verosimile questa versione: il carabiniere Giuseppe Morabito, 21 anni, insieme con altri colleghi cercava di disperdere i dimostranti che volevano impedire ai vigili del fuoco di spegnere un incendio. Da diverse parti sono stati sparati colpi di fucile e uno lo ha raggiunto all’occhio. Intanto in una zona vicina 3 carabinieri erano stati isolati dai rivoltosi e aggrediti: per salvarsi hanno sparato alcuni colpi. Uno di questi colpisce Angelo Campanella.
Vengono arrestati Ciccio Franco e l’ex comandante partigiano Alfredo Perna, entrambi del “Comitato d’azione”. La reazione è devastante: due armerie vengono prese d’assalto, cinquecento persone assaltano la Questura, un poliziotto, Curigliano Vincenzo, 47 anni muore colpito da infarto. L’arcivescovo Giovanni Ferro scende in piazza per tentare di calmare gli animi.
In questa stessa giornata, a Milano, c’è l’incendio dell’auto di un dirigente della Sit-Siemens: è la prima azione firmata con il simbolo della stella a cinque punte e la scritta Brigate Rosse
Fonti
Wikipedia
Cronologia dei Fatti di Reggio – Wikipedia
Fascinazione.info
Galleria fotografica
da Repubblica
Cinquanta anni fa, la rivolta di Reggio Calabria – la Repubblica
I Moti di Reggio – Approfondimenti
Il Riformista
I moti di Reggio del 1970, quando la Calabria ridiventò una colonia – Il Riformista
Storia della rivolta di Reggio Calabria del 1970, altro che mafia… – Il Riformista
RaiNews
Cinquanta anni fa i Moti di Reggio Calabria che infiammarono l’Italia – photogallery – Rai News
Beniculturali
Scheda di Luigi Ambrosi
La rivolta di Reggio Calabria (1970-1971)
ReggioToday
“Fu una rivolta spontanea e di popolo”: cinquanta anni fa i moti di Reggio Calabria |VIDEO
Video
La Storia siamo noi – Rai
Reggio 1970. I giorni della rabbia. Rai La Storia Siamo Noi
IL FILM
Pier Paolo Pasolini – Reggio Calabria – Film
12 DICEMBRE – REGGIO CALABRIA di P. P. Pasolini // Film (1971)


Due immagini da Gli Stati Generali

da FascinAzione
English version
The second outbreak of violence of the Reggio Calabria revolt began in September 1970. This time a real urban guerrilla war broke out. The peak of violence was reached on September 17th. The clandestine broadcaster “Radio Reggio Libera” broadcasts the following proclamation: “Reggini! Calabrians! Italians! This is the first Reggio Libera radio broadcast. The battle against the hypocrisy and excessive power of the political mafia and the red barons concerns the future of all Italians. It will only cease upon victory with the establishment of true democracy. Long live Reggio capital! Long live our Calabria! Long live the new Italy!”. In the evening, the second victim: Angelo Campanella, 45 years old, driver of the Reggio Municipal Bus Company, was killed on the Calopinace bridge.
Fires are raging everywhere, some suburbs are in the hands of rioters. The city bells ring out loudly. Late at night it is still not possible to know who shot and killed. Some say it was the demonstrators, others say it was the police.
At the last minute this version seems plausible: Carabiniere Giuseppe Morabito, 21 years old, together with other colleagues tried to disperse the demonstrators who wanted to prevent the firefighters from putting out a fire. Shotgun shots were fired from various sides and one hit him in the eye. Meanwhile, in a nearby area, 3 carabinieri had been isolated by the rioters and attacked: to save themselves they fired some shots. One of these hits Angelo Campanella.
Ciccio Franco and the former partisan commander Alfredo Perna, both of the “Action Committee”, are arrested. The reaction is devastating: two armories are attacked, five hundred people attack the police station, a policeman, Curigliano Vincenzo, 47 years old, dies of a heart attack. Archbishop Giovanni Ferro takes to the streets to try to calm things down.
On this same day, in Milan, the car of a Sit-Siemens manager was set on fire: it is the first action signed with the symbol of the five-pointed star and the writing Brigate Rosse