24 Marzo 1974: Lucio Terminiello, bancario ucciso al Parco Lambro da un neofascista senza apparente motivo. Le prove vengono inquinate ma l'omicida viene catturato 11 anni dopo

Milano

Lucio Terminiello, 31 anni, impiegato di banca

Zorzi ha fatto il giudice istruttore dal 1984 al 1993. Dopo nove anni d’attività inquirente, a 41 anni decide di lasciare la prima linea e di passare a fare il pubblico ministero in Corte d’appello. Ha la coscienza di aver fatto fino in fondo il suo dovere. E ha la soddisfazione di aver contribuito a far luce, dopo anni di buio e di mistero, almeno su un gravissimo fatto di sangue accaduto nella notte del 24 marzo 1974 al Parco Lambro di Milano: l’omicidio senza senso di Lucio Terminiello, un uomo che aveva avuto il torto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Terminiello fu ammazzato con tre colpi di Beretta calibro 22 lungo, da un killer che non conosceva e che non lo conosceva: Marco Pastori. Un fascistello minorenne, che nella notte, mentre aspettava un ricettatore con cui aveva appuntamento al Parco Lambro, dopo un diverbio con un passante perse il controllo e gli sparò. Il giorno dopo, Pastori usò la stessa pistola in un raid contro i «rossi» alla Casa dello studente di Milano: sparò, colpì per sbaglio al bacino una bambina di nove anni, Chiara Antona, poi nella fuga l’arma gli cadde. A questo punto, gli investigatori avrebbero potuto capire dall’arma ritrovata che chi aveva ferito Chiara aveva anche ucciso Terminiello. Ma per impedire il collegamento tra i due fatti furono inquinate le prove, la canna della pistola smarrita davanti alla Casa dello studente venne sostituita con un’altra. Solo un decennio dopo, nel 1985, Zorzi scoprì la verità, quando raccolse le testimonianze di Alessandro Danieletti, il camerata che era con Pastori sia la notte della sparatoria al Parco Lambro, sia durante il raid del giorno dopo.

Fonte

dal Libro di Gianni Barbacetto Il grande Vecchio, Bur 2009 nel capitolo dedicato alla Strage di Piazza Loggia – la maledizione della Piramide

online in

https://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2010/10/Il-grande-vecchio.pdf

Approfondimenti

Zona3Milano

Storie di ordinario fascismo – Z3xmi


da Twitter – Johannes Buckler

English version

Lucio Terminiello, 31 years old, bank employee

Zorzi was an investigating judge from 1984 to 1993. After nine years of investigative activity, at the age of 41 he decided to leave the front line and become a public prosecutor in the Court of Appeal. He is aware of having done his duty to the end. And he has the satisfaction of having contributed to shedding light, after years of darkness and mystery, at least on a very serious bloody event that occurred on the night of 24 March 1974 in the Lambro Park in Milan: the senseless murder of Lucio Terminiello, a man that he had been wrong to be in the wrong place at the wrong time. Terminiello was killed with three shots from a long .22 caliber Beretta, by a killer he didn’t know and who didn’t know him: Marco Pastori. A minor fascist, who during the night, while waiting for a fence with whom he had an appointment at Lambro Park, after an argument with a passer-by lost control and shot him. The next day, Pastori used the same gun in a raid against the “reds” at the student house in Milan: he shot, accidentally hit a nine-year-old girl, Chiara Antona, in the pelvis, then dropped the weapon while fleeing. At this point, the investigators could have understood from the weapon found that whoever had injured Chiara had also killed Terminiello. But to prevent the connection between the two facts, the evidence was contaminated and the barrel of the gun lost in front of the Student House was replaced with another. Only a decade later, in 1985, Zorzi discovered the truth, when he collected the testimonies of Alessandro Danieletti, the comrade who was with Pastori both on the night of the shooting at Lambro Park and during the raid the following day.




da Il grande vecchio
Associazione Casa della Memoria