La lotta per il diritto alla casa è molto forte a Roma quando, il 5 settembre, nella borgata di San Basilio, all’estrema periferia est della capitale, la polizia interviene con un ingente schieramento, iniziando a sgomberare le quasi 150 famiglie che da circa un anno occupano altrettanti appartamenti IACP in via Montecarotto e via Fabriano. L’incontro fra la decisa opposizione popolare agli sfratti e la volontà dei militanti della sinistra rivoluzionaria di difendere una delle più estese occupazioni in atto nella città, porta a organizzare una dura resistenza, che sfocia in vere e proprie battaglie di strada. Fin dalle prime ore del mattino di venerdì 6 settembre vengono erette barricate agli ingressi del quartiere con pneumatici, vecchi mobili e oggetti di tutti i tipi. La polizia, accolta da sassi, bottiglie incendiarie, bulloni lanciati con le fionde, spara centinaia di lacrimogeni, ma nel pomeriggio è costretta a sospendere gli sfratti. Sabato 7, mentre gli occupanti hanno ripreso tutti gli appartamenti e una loro delegazione si è recata in pretura e allo IACP, vengono di nuovo tentati gli sgomberi. Questa volta a resistere ci sono centinaia di manifestanti affluiti da tutta la città, tra i quali numerosi membri di consigli di fabbrica. La giornata trascorre in un susseguirsi di “tregue”, accordate dalla polizia a Lotta Continua, che gestisce l’occupazione, per dare spazio a quella che si dimostrerà una trattativa-truffa, con l’unico scopo di prendere tempo e fiaccare il forte schieramento proletario. La delegazione rientra a San Basilio con un accordo di sospensione degli sfratti fino al lunedì mattina. Nonostante ciò, domenica 8 i poliziotti irrompono di nuovo nelle case occupate. Riprendono gli scontri. L’assemblea popolare nella piazza centrale della borgata, organizzata per le 18:00 dal Comitato di Lotta per la casa di San Basilio, viene caricata con lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo. Nella battaglia che segue, mentre un plotone di polizia è costretto a ritirarsi, da un altro vengono sparati numerosi colpi di arma da fuoco. Fabrizio Ceruso, 19 anni, militante del Comitato Proletario di Tivoli, organismo dell’Autonomia Operaia, è colpito in pieno petto da una pallottola. Caricato su un taxi, giunge senza vita in ospedale. Alla notizia della morte del giovane comunista tutto il quartiere scende in piazza. La rabbia esplode in modo violento. I pali dei lampioni vengono divelti e le strade rimangono al buio. Questa volta è la polizia ad essere presa di mira da colpi di arma da fuoco sparati in strada e dalle case. Otto poliziotti, tra i quali un capitano, rimangono feriti, alcuni in modo grave. Brevi scontri isolati si accendono fino a tarda notte.
Fonte
L’arengario, recensione del libro “S.Basilio, il pianto della madre di Fabrizio Ceruso” di Tano D’Amico
[1974-09-00-CA-15a] S. Basilio. Il pianto della madre di Fabrizio Ceruso
Approfondimenti
Wikipedia
Rivolta di San Basilio – Wikipedia
Lavocedellelotte.it
Video
Progetto San Basilio
San Basilio, storie de Roma – Documentario sulla storia del quartiere e Fabrizio Ceruso
San Basilio Infonet TG che annuncia la notizia su Fabrizio Ceruso
https://www.youtube.com/watch?v=oW4SrAdVQ_g

da Canzoni contro la guerra

da Osservatorio Repressione

La battaglia di San Basilio – da Canzoni contro la guerra
English version
Fabrizio Ceruso, 19 years old, student
The fight for the right to housing is very strong in Rome when, on 5 September, in the hamlet of San Basilio, on the extreme eastern outskirts of the capital, the police intervened with a huge deployment, starting to evict the almost 150 families who for about a year they occupy the same number of IACP apartments in via Montecarotto and via Fabriano. The meeting between the determined popular opposition to the evictions and the will of the militants of the revolutionary left to defend one of the most extensive occupations taking place in the city leads to the organization of a harsh resistance, which leads to real street battles. Since the early hours of the morning of Friday 6 September, barricades have been erected at the entrances to the neighborhood with tyres, old furniture and objects of all kinds. The police, greeted by stones, incendiary bottles, bolts thrown with slingshots, fired hundreds of tear gas canisters, but in the afternoon were forced to suspend the evictions. On Saturday 7th, while the occupiers had taken back all the apartments and one of their delegations went to the magistrates’ court and to the IACP, evictions were attempted again. This time there are hundreds of protesters from all over the city resisting, including numerous members of works councils. The day passes in a succession of “truces”, granted by the police to Lotta Continua, which manages the occupation, to give space to what will prove to be a scam-negotiation, with the sole aim of gaining time and weakening the strong alignment proletarian. The delegation returns to San Basilio with an agreement to suspend evictions until Monday morning. Despite this, on Sunday the 8th the police broke into occupied houses again. The clashes resume. The popular assembly in the central square of the village, organized for 6pm by the San Basilio Housing Committee, was fired at eye level with tear gas canisters. In the battle that follows, while one police platoon is forced to retreat, numerous shots are fired from another. Fabrizio Ceruso, 19 years old, militant of the Proletarian Committee of Tivoli, an organization of Workers’ Autonomy, is hit in the chest by a bullet. Loaded into a taxi, he arrives lifeless at the hospital. Upon hearing the news of the young communist’s death, the entire neighborhood takes to the streets. Anger explodes violently. The street lamp poles are torn down and the streets are left dark. This time it is the police who are targeted by gunshots fired into the streets and from houses. Eight policemen, including a captain, were injured, some seriously. Brief isolated clashes flare up late into the night.