21 Aprile 1977: Settimio Passamonti, poliziotto. Ucciso a colpi di pistola durante scontri con esponenti di Autonomia Operaia. Dove è caduto compare la scritta: “Qui c’era un carruba, il compagno Lorusso è vendicato"

Roma

Settimio Passamonti, 22 anni, poliziotto

È il 21 aprile 1977. Al mattino, dopo una lunga assemblea, quattro facoltà della Sapienza vengono occupate dagli studenti in mobilitazione. Il rettore, Antonio Ruberti, chiede l’intervento delle forze dell’ordine, che sgomberano subito i locali, senza che vi siano incidenti. Ma, poco dopo, fuori dall’università esplode lo scontro.

Giovani dell’Autonomia Operaia danno l’assalto a un autobus di linea. Lo usano per creare una sorta di barricata. La celere carica a testa bassa. Il fumo dei lacrimogeni riempie le strade. Volano molotov. Poi, nella confusione generale, si sentono riecheggiare degli spari. Settimio Passamonti, allievo sottufficiale, raggiunto da due proiettili, crolla al suolo. Sotto il suo corpo esanime si allarga una chiazza di sangue.

Alto, robusto, con quel paio di baffi scuri che porta, sembra più grande della sua età. Ma Settimio ha 23 anni. È quasi coetaneo degli studenti scesi in strada a manifestare. Viene da un piccolo centro in provincia di Teramo, Mosciano Sant’Angelo. Ultimo di sette figli, si è arruolato per sfuggire alla miseria, per provare ad aiutare la famiglia e riuscire a costruirsi un futuro. A casa lo aspetta una fidanzata. Hanno in programma di sposarsi a dicembre, non appena Settimio avrà terminato il corso e ottenuto i gradi di vicebrigadiere. Ma il sogno viene infranto da quei due colpi di pistola.

I colleghi lo soccorrono, cercando di salvargli la vita. Ma non ci sarà nulla da fare. Ore dopo, nel punto in cui Settimio è caduto, una mano anonima traccia una scritta infame: “Qui c’era un carruba, il compagno Lorusso è vendicato”.

Si riferisce allo studente Francesco Lo Russo, militante di Lotta Continua, morto un mese prima nel corso di scontri a Bologna. “Deve finire il tempo dei figli dei contadini meridionali uccisi dai figli della borghesia romana” dichiarerà il ministro dell’interno, Francesco Cossiga, annunciando la volontà del governo di vietare tutte le manifestazioni nel Lazio per un mese.

Fonte

RomaH24.com

21 aprile 1977, piombo a San Lorenzo. L’omicidio dell’agente Settimio Passamonti – Tiburtino

Approfondimento

LecceNews24

La storia di Settimio Passamonti, ucciso dopo lo sgombero dell’Università occupata – Leccenews24

Video

Autop – Omicidio Passamonti 21 aprile 1977 – Rai EduTg Rai dell’epoca

Immagini

Durante gli scontri tra forze dell’ordine e militanti di autonomia rimane ucciso l’agente Settimio Passamonti e gravemente ferito l’agente Antonio Merenda. Roma, 21.4.1977 — Biblioteca Universitaria di Bologna – BUB

da caduti Polizia di Stato

da Libero Blog

da Caduti Polizia di Stato

English version

Settimio Passamonti, 22 years old, a non-commissioned officer of Public Security

It’s April 21, 1977. In the morning, after a long assembly, four faculties of Sapienza are occupied by students in mobilization. The rector, Antonio Ruberti, calls for the intervention of the police, who immediately clear the premises, without there being any incidents. But, shortly after, the clash explodes outside the university.

Young people from the Autonomia Operaia assault a bus. They use it to create a kind of barricade. The celere charge with her head down. The smoke of tear gas fills the streets. Molotov fly. Then, in the general confusion, they hear shots echoing. Septimio Passamonti, a non-commissioned unofficial pil, reached by two bullets, collapses to the ground. Under his fleshless body a smech of blood widens.

Tall, sturdy, with that dark mustache he wears, he looks bigger than his age. But Septimius is 23 years old. He is almost the age of the students who took to the streets to demonstrate. He comes from a small town in the province of Teramo, Mosciano Sant’Angelo. The last of seven children, he enlisted to escape misery, to try to help the family and be able to build a future for himself. A girlfriend is waiting for him at home. They plan to get married in December, as soon as Septimius has finished the course and obtained the ranks of deputy brigadier. But the dream is shattered by those two gunshots.

Colleagues help him, trying to save his life. But there will be nothing to do. Hours later, at the point where Septimius fell, an anonymous hand traces an infamous writing: “Here was a carramba, comrade Lorusso is avenged.”

He refers to the student Francesco Lo Russo, a militant of Lotta Continua, who died a month earlier during clashes in Bologna. ‘The time of the children of the southern peasants killed by the children of the Roman bourgeoisie must end,’ will declare the Minister of the Interior, Francesco Cossiga, announcing the government’s willingness to ban all demonstrations in Lazio for a month.










Associazione Casa della Memoria