Il 20 aprile 1978 il Maresciallo Francesco Di Cataldo, Vice Comandante della Casa circondariale di Milano “San Vittore” e responsabile del centro clinico del carcere, sta attraversando l’incrocio tra via Ponte Nuovo e via Cairoli alla periferia della città, nei pressi di Crescenzago, per raggiungere la sede di servizio. A pochi metri dalla sua abitazione viene affrontato da due individui a volto scoperto che gli esplodono sette colpi calibro 7,65, due alla testa, quattro nella schiena e uno al braccio sinistro. Altri due complici attendono in una Fiat 128 verde con il motore acceso e gli sportelli aperti. L’agguato venne rivendicato dalla colonna “Walter Alasia” delle Brigate Rosse la mattina stessa, alle 7,40, con una telefonata alla redazione milanese dell’ANSA.
Francesco Di Cataldo era considerato uomo del dialogo con i detenuti ma bollato come aguzzino dai suoi assassini. Ai funerali i detenuti di San Vittore, con un gesto mai visto prima, fecero una colletta per deporre due corone di fiori.
I responsabili dell’omicidio sono stati puniti nell’ambito di un maxiprocesso collettivo tenutosi nel 1984 nei confronti di 112 persone legate alla Colonna Walter Alasia, conclusosi con una condanna complessiva a 19 ergastoli e 840 anni di carcere ed alcune assoluzioni
Riconosciuto dal Ministero dell’Interno “Vittima del Dovere” ai sensi della Legge 624/1975, il 15 giugno 2004 il Mar.llo Magg. Francesco Di Cataldo è stato insignito di Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria.
A Francesco Di Cataldo è intitolata la Casa Circondariale di Milano “S. Vittore”
Fonti
Poliziapenitenziara.gov.it
Corpo di Polizia Penitenziaria – Fallen
Wikipedia
Omicidio di Francesco Di Cataldo – Wikipedia
Approfondimenti
Milano.Corriere.it
Milano Today
https://www.milanotoday.it/zone/centro/castello-cadorna/intitolazione-san-vittore-di-cataldo.html

da Polizia Penitenziaria
English version
Francesco Di Cataldo, 51 years old, chosen major marshal
On April 20, 1978, Marshal Francesco Di Cataldo, Deputy Commander of the District House of Milan “San Vittore” and head of the clinical center of the prison, is crossing the intersection of Via Ponte Nuovo and Via Cairoli on the outskirts of the city, near Crescenzago, to reach the office. A few meters from his home he is confronted by two individuals with his face uncovered that blows seven 7.65 caliber shots, two to the head, four in the back and one to the left arm. Two other accomplices wait in a green Fiat 128 with the engine running and the doors open. The ambed was claimed by the ‘Walter Alasia’ column of the Red Brigades the same morning, at 7.40 a.m., with a phone call to the Milanese editorial staff of ANSA.
Francesco Di Cataldo was considered a man of dialogue with the detainees but branded as a tormentor by his murderers. At the funeral the inmates of San Vittore, with a gesture never seen before, made a collection to lay two wreaths of flowers.
Those responsible for the murder were punished as part of a collective maxi-trial held in 1984 against 112 people linked to the Walter Alasia Column, which ended with a total sentence of 19 life sentences and 840 years in prison and some acquittals.
Recognized by the Ministry of the Interior “Victim of Duty” pursuant to Law 624/1975, on June 15, 2004 on Mar.llo Magg. Francesco Di Cataldo was awarded the Gold Medal for Civil Merit for Memory.
Francesco Di Cataldo is named after the Casa Circondariale di Milano “S. Victor”.