Siamo a Roma in via Forlì, a pochi passi dal Teatro delle Muse. È il 14 febbraio 1978. Riccardo Palma è uscito di casa e ha raggiunto la sua auto. All’improvviso una raffica di mitragliatrice leggera si abbatte su di lui. Muore colpito da diciassette proiettili. Più tardi, nel corso della stessa giornata, l’attentato fu rivendicato dalle Brigate Rosse con un comunicato diffuso in varie città, nel quale si attaccava il magistrato nella sua veste di capo dell’Ufficio ministeriale che si occupava di edilizia penitenziaria, sostenendo che stava perseguendo una «progettazione scientifica della distruzione totale dei comunisti e dei proletari detenuti attraverso l’applicazione nelle carceri delle più moderne tecniche sperimentate dall’imperialismo internazionale».
Ma chi era Riccardo Palma?
Giudice in Abruzzo prima, poi pubblico ministero a Roma, sostituto procuratore generale a Milano, Palma era direttore dell’Ufficio VIII della Direzione Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena (l’attuale Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia) preposto alle pratiche di edilizia penitenziaria. Occuparsi di edilizia penitenziaria, di costi, di tempi, di collaudi dei lavori diveniva nel delirio brigatista occuparsi di “carceri speciali”, “essere servo delle multinazionali”.
Le successive indagini ricondussero la pianificazione e l’attuazione dell’attentato a membri della “colonna romana” delle BR. Si comprese come a compiere materialmente l’attentato fosse inizialmente previsto l’allora ventunenne terrorista Raimondo Etro, la cui identità fu celata per molti anni sotto il nome di “Carletto”. Fu appurato che in realtà a uccidere Palma fu Prospero Gallinari, sostituitosi a Etro all’ultimo momento. È stato sospettato di aver partecipato all’attentato anche il terrorista Alvaro Lojacono. Etro, arrestato nel giugno 1994, nel processo “Moro-quinquies”, iniziato nell’aula bunker del carcere di Rebibbia il 9 maggio 1995, fu imputato oltre che di concorso nel sequestro, nell’eccidio della scorta e nell’omicidio dell’onorevole Aldo Moro, anche di concorso nell’omicidio di Palma. Il 28 ottobre 1998, la prima Corte d’assise d’appello di Roma ha condannato Etro a 20 anni e 6 mesi di reclusione. Prospero Gallinari, condannato a varie pene, compresi tre ergastoli, per più omicidi nel corso degli anni di piombo, dopo essere stato dal 1996 agli arresti domiciliari per motivi di salute, è deceduto per cause naturali nel gennaio 2013.
Fonte
Robigreco
Si chiamava Riccardo Palma ed è stato ucciso dalle Brigate Rosse il 14 febbraio 1978
Video
Rai Play

da Wikipedia
English version
Riccardo Palma, 62 years old, magistrate, Head of the penitentiary building office of the Directorate General of the Institutes of Prevention and Punishment of the Ministry of Justice
We are in Rome in via Forlì, a few steps from the Teatro delle Muse. It is February 14, 1978. Riccardo Palma left the house and reached his car. Suddenly a burst of light machine guns fall on him. She dies hit by seventeen bullets. Later, during the same day, the attack was claimed by the Red Brigades with a statement issued in various cities, in which the magistrate was attacked in his capacity as head of the Ministerial Office that dealt with prison construction, claiming that he was pursuing a ‘scientific design of the total destruction of communists and proletarians detained through the application in prisons of the most modern techniques tested by international imperialism’.
But who was Riccardo Palma?
Judge in Abruzzo first, then prosecutor in Rome, deputy attorney general in Milan, Palma was director of Office VIII of the Directorate General of the Institutes of Prevention and Punishment (the current Department of the Penitentiary Administration of the Ministry of Justice) in charge of penitentiary building practices. Dealing with penitentiary construction, costs, time, testing of the works became in the delirium of brigade to deal with ‘special prisons’, ‘being a servant of multinationals’.
Subsequent investigations brought back the planning and implementation of the attack on members of the “Roman column” of the BR. It was understood how to carry out the attack was initially planned by the then twenty-one-year-old terrorist Raimondo Etro, whose identity was hidden for many years under the name of ‘Carletto’. It was ascertained that in reality to kill Palma was Prospero Gallinari, who was replaced in Etro at the last moment. Terrorist Alvaro Lojacono was also suspected of having participated in the attack. Etro, arrested in June 1994, in the “Moro-quinquies” trial, which began in the bunker room of the Rebibbia prison on May 9, 1995, was charged not only with competition in the kidnapping, in the murder of the escort and in the murder of Mr. Aldo Moro, also of competition in the murder of Palma. On October 28, 1998, the first Court of Appeal in Rome sentenced Etro to 20 years and 6 months in prison. Prospero Gallinari, sentenced to various sentences, including three life sentences, for multiple murders over the years of lead, after being under house arrest for health reasons since 1996, died of natural causes in January 2013.